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Quanto costa avere un bambino in Italia?

Vi siete mai chiesti quanto costa crescere un bambino in Italia, specialmente nel suo primo anno di vita?

Quelli che sono i recenti dati Istat su quella che è la natività in Italia non sono di certo confortanti. Infatti anche l’Osservatorio della Federconsumatori ha fatto un’indagine molto dettagliata su quelli che sono i costi per crescere un bambino e possiamo serenamente affermare che sia una scelta impegnativa.

Passa parola:

Puoi incorporare questa infografica sul tuo blog o sul sito web. Basta copiare il codice seguente e incollarlo nel tuo sito web.

Perché crescere un bambino è una scelta impegnativa?

La scelta si può considerare impegnativa dal punto di vista umano ma anche dal punto di vista economico. Il tasso di disoccupazione giovanile incide, certamente, molto sulla scelta e ci sono delle coppie che aspettano un’età più adulta e una stabilità economica maggiore per avere un figlio.

Nei primi 12 mesi, infatti, si valuta una spesa che va da poco più di 7000 euro a più di 15.000 euro.

Ovviamente il costo cambia nel momento in cui si scelgono pannolini più o meno buoni e quante volte i nostri piccoli vengono cambiati.

Il costo cambia in base all’utilizzo di latte in polvere o di latte fresco invece del latte materno.

E poi va considerato lo svezzamento e il costo delle pappe.

Anche le visite mediche incidono. Bisogna capire se un pediatra pubblico sia bravo ma se poi vada affiancato da un medico privato che faccia visite a domicilio.

In Italia è possibile avere un figlio e risparmiare?

Chiaramente, lette quelle cifre, credo che ognuno di noi possa pensare di fare un passo indietro ma noi non siamo qui a fare i pessimisti, anzi!

Risparmiare è possibile e anche in un modo molto incisivo.

 

Il metodo più facile che mi viene in mente è chiedere aiuto ad amici e familiari. Ma c’è anche molta cultura social di solidarietà. Sono nati tantissimi gruppi su internet e sui social network dove ci si scambia oggetti, vestiti, pannolini, cibo e che dispensano anche consigli su come risparmiare e come riutilizzare le cose che ci servono in modo da non incidere, in maniera sbagliata, sul budget.

Oltretutto, al momento della nascita o del battesimo, parenti, amici e tutti i conoscenti sono spesso di aiuto regalando cose utili.

Potrebbe essere molto interessante scrivere una lista dei desideri che sia in grado di rendere pubblico tutto ciò che vi serve e non ricevere doppioni o regali che non ci interessano.

In più toglieranno un po’ di dubbi a coloro che fanno i regali indicando loro cosa vogliamo.

Anche per culla, lettino o fasciatoio andate a cercare prima ai mercatini dell’usato, anche on line. Si trovano degli oggetti bellissimi e usati davvero molto poco.

Moltissime coppie, poi, per risparmiare comprano i “tris”, cioè le carrozzine che si possono trasformare sia in passeggino che in ovetto per l’auto. Una combo del genere può costare, per i modelli più economici, a partire da 400 euro fino ad arrivare a circa 700 euro.

Altri costi per crescere un bambino in Italia

Dobbiamo prendere in considerazione che spendiamo dei soldi anche prima che il bambino venga alla luce, tra visite, analisi e tutto il resto. Anche qui si parla di circa 2000 euro.

Bisogna anche pensare al costo di asilo nido e baby sitter se non si hanno nonni o parenti a disposizione che possano tenerci il piccolo. E anche qui i costi sono importanti perché vanno dai 500 a più di 700 euro all’anno.

Ci sono aiuti per le famiglie in Italia?

Ci sono delle forme di sostegno, più o meno valide, che servono ad aiutare le famiglie a mantenere un figlio.

Abbiamo conferma di quello che è il bonus bebè, per quei bambini che sono nati tra l’1-1-2015 e il 31-12-2017. Questo bonus funziona per le famiglie che hanno un reddito annuo di meno di 25mila euro. Se abbiamo un reddito che va tra i 7000 e i 25000 euro, si arriverà a quasi 1000 euro l’anno di bonus. Se abbiamo un reddito di meno di 7000 euro all’anno il bonus raddoppierà arrivando a quasi 2000 euro all’anno. Questi soldi possono essere presi nei primi 3 anni di età del bambino. Per la domanda basta andare al Caf o a un altro patronato che si occupa delle richieste.

Nell’ultimo anno c’è stata anche un’altra novità: il premio alla nascita o anche detto premio mamma domani. Questo premio è un una tantum di 800 euro concesso a mamme che si trovano al settimo mese di gravidanza.

Bisogna farne richiesta al Servizio Sanitario Nazionale con una documentazione su gravidanza e parto.

Verranno prese in considerazione mamme dell’Unione Europea e donne straniere con il permesso di soggiorno.

Dobbiamo dire che c’è anche il bonus nido: questo bonus, che arriva a circa 1000 euro all’anno, che vengono dati in 11 mensilità, sono soldi che servono a pagare l’asilo nido. Non ci sono limiti di reddito per questo tipo di richiesta, bisogna solo fare la domanda e aspettare quelle che sono le indicazioni.

Ci sono anche vaucher per asilo nido e baby sitter che contano circa 600 euro al mese per 6 mesi per mamme lavoratrici o dipendenti che tornano al lavoro dopo la maternità o anche lavoratrici autonome o imprenditrici.